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Gasparri e legittimo impedimento sotto i riflettori dei Tg
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Il capogruppo Pdl a Palazzo Madama Maurizio Gasparri, resta ancorato alla top ten dei personaggi televisivi nel mese di febbraio con un tempo di parola di 16 minuti e 41 secondi. Salvo il TgLa7 che non ha concesso mai i microfoni all’onorevole, la distribuzione della durata fra Rai e Mediaset ha valori molto simili. Difatti nel servizio pubblico i riflettori si accendono per 8 minuti e 48 secondi, mentre sulle emittenti commerciali si sfiorano gli 8 minuti.
Gli scenari sono molto differenti però nel confronto tra i diversi telegiornali, difatti nel Tg3 la durata è di 3 minuti e 27 secondi, appena 3 minuti nel Tg1 ed un leggero calo presso il Tg2 con 2 minuti e 18 secondi. Situazione a parte invece a Mediaset dove il Tg5 concede i microfoni per un minuto e 3 secondi, mentre al Tg4 si rasentano i 7 minuti. Negli studi di Milano il direttore Emilio Fede contatta telefonicamente Gasparri per l’arrivo in Senato del dispositivo riguardante il legittimo impedimento.
Il testo della nuova disciplina, prevede che per il premier ed i ministri in carica l’impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali in veste di imputati. La legge in questo modo, consente di porre fine alla frizione tra i poteri dello Stato e garantire a chi governa di attuare le riforme per lo Stato. Nel mese in questione il capogruppo Pdl al Senato è stato anche ospite della trasmissione televisiva “Domenica cinque”, programma a cura della testa giornalistica Videonews condotta da Barbara D’Urso. L’onorevole ha parlato di particolari inediti della sua vita privata ed ha confessato di essere un grande tifoso della Roma. Queste dichiarazioni sono state riportate da Studio Aperto per una durata di 22 secondi.
Gli interventi più consistenti si sono però registrati presso il Tg3 pari a 14 ed hanno trattato in particolare la questione degli appalti del G8 a La Maddalena e che hanno visto il coinvolgimento del sottosegretario Guido Bertolaso. Sulla vicenda Gasparri ha chiesto alla magistratura di accertare il prima possibile le responsabilità, in quanto una struttura come quella della protezione civile non può rimanere sotto scacco per lungo tempo in quanto deve adempiere alle soluzioni d’emergenza per il Paese.
Sotto la decina di interventi si stagliano invece gli altri telegiornali. Per ciò che concerne l’evoluzione dell’intero periodo, la performance più ampia si registra nella prima settimana del mese con 7 minuti e 40 secondi, salvo ridiscendere sotto la soglia dei 4 minuti dal 9 al 16 febbraio e chiudere a fine mese con 2 minuti e 21 secondi spalmati in 10 interventi.


