Di Pietro scuote politica e Tg

altIl leader e fondatore dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro movimenta non poco la scena politica a marzo, prendendo la parola nei notiziari nazionali con un tempo di 29 minuti e 42 secondi per un totale complessivo di 115 interventi.

Il suo schieramento si rende protagonista ad inizio mese in Senato di un gesto di protesta. I senatori sono arrivati in aula ed hanno deciso di sedersi a terra recando in mano un testo della Costituzione, questo per segnalare tutto il loro disappunto sulla legge riguardante il legittimo impedimento.

Esposizione minima sulle emittenti commerciali per l’ex magistrato, il TgLa7 lascia spazio per 2 minuti e 39 secondi, a seguire il Tg5 con 2 minuti ed 8 secondi ed il Tg4 con un minuto e 43 secondi. Resta invece totalmente assente nelle edizioni meridiane e serali di Studio Aperto. Ne consegue che il margine più ampio di visibilità è stato concesso presso il servizio pubblico ed in particolare nelle edizioni del Tg3 diretto da Bianca Berlinguer con 8 minuti e 23 secondi. Sul secondo gradino si colloca il Tg2 con 7 minuti e 46 secondi spalmati in 30 dichiarazioni e chiude il Tg1 con appena 7 minuti in 24 interventi.

In presidente dell’Idv in vista delle imminenti elezioni regionali, insieme agli altri leader degli schieramenti del centro-sinistra, chiama a raccolta gli elettori ed il popolo viola per il 13 marzo a scendere in piazza nella capitale. Il corteo è stato voluto per mostrare il disappunto contro l’azione del Governo in questi anni e per la questione del caos liste Pdl nel Lazio e in Lombardia. Dal palco Di Pietro mantiene la promessa di non lanciare accuse contro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Le tensioni con il Quirinale erano sfociate all’indomani della firma del capo dello Stato del decreto salvaliste, per riammettere il Pdl alla competizione elettorale. Nel suo lungo discorso, Di Pietro punta il dito sull’Esecutivo per non aver mantenuto le promesse e di non essersi interessato in maniera adeguata alle riforme sociali ed economiche per il Paese.

Subito dopo il voto del 28 e 29 marzo, davanti ai microfoni dei notiziari Di Pietro ringrazia gli elettori per il risultato ottenuto ribadendo la stretta alleanza con il Partito democratico. Allo stesso tempo però, viene mosso qualche disappunto ai democratici per aver scelto alcuni candidati sbagliati in regioni importanti. L’invito rivolto è quello di fare una sorta di autocritica per invertire la tendenza ed arrivare preparati alla tornata elettorale del 2013.