Borse e mercati, Tg in altalena

altLe previsioni del Fondo monetario internazionale, la fragilità dell’euro e i mercati in altalena fanno sentire il loro peso anche sulle scelte editoriali dei sette telegiornali. Il clima poco sereno che si respira in Borsa condiziona infatti l’informazione televisiva di questo primo periodo di maggio, quasi marcato a fuoco dalla crisi greca. Il lessico finanziario diventa dunque familiare ed entra nel salotto dei telespettatori.

 La risposta europea alla crisi del Governo di Papandreou ha mantenuto sempre viva l’attenzione di tutti i Tg, che da giorni tentano di rispondere ai dubbi cruciali dei risparmiatori. Tra ipotesi e ricette per affrontare la tempesta finanziaria, sono le agenzie di rating che ricordano il loro “potere” al pubblico della Tv: le previsioni di Standard & Poors e quelle di Moody’s pesano come macigni. Ed è così che oltre al ministro Tremonti e ai tanti protagonisti del mondo economico italiano, si aggiungono anche i pareri di altri esperti economisti: i Tg Rai intervistano il francese Jean Paul Fitoussy, Giuliano Cazzola è interpellato al Tg4, Tito Boeri e Lorenzo Bini Smaghi chiamati in causa al Tg3. Tutti hanno un unico obiettivo: spiegano il piano anticrisi, danno consigli e fiducia agli investitori e suggeriscono come proteggere i nostri risparmi. Più spazio all’economia dunque dal primo all’11 maggio. Un periodo breve ma intenso, in cui le notizie legate alla crack greco, al piano salva euro e al panico in Borsa riescono a ritagliarsi il 10% all’interno delle scalette dei Tg: un dato molto più corposo rispetto allo stesso periodo del mese di aprile.

Ed ecco allora che l’origine della bancarotta appare più chiara; la campana ha suonato solo ora ma, dicono i Tg, i segnali si erano già presentati. In particolare, è ancora una volta il Tg3 il più attento in materia. Nel telegiornale di Bianca Berlinguer la quota di notizie di economia, finanza e lavoro ha raggiunto infatti in questi giorni il 17,3%, seguita dal Tg2 con il 12,9% e dal 12,6% del TgLa7. Solo il 7,6% invece nel Tg1, che alle previsioni di Moody’s e alla ripresa economica rivolge un’attenzione essenziale, al pari del Tg5. Ma quali sono i rischi per l’Europa? Se questa è la domanda a cui i Tg si sono affannati a rispondere, è ancora il Tg3 a fare di più, approfondendo il rapporto che l’Ocse ha consegnato in questi giorni. Nel corso dell’edizione meridiana dell’11 maggio i riflettori sono puntati sul mercato del lavoro italiano, e le notizie non sono positive. L’Italia, dice l’Ocse, è il Paese europeo con gli stipendi più bassi ed è solo al 23° posto nella classifica dei 30 Paesi più sviluppati del pianeta.