La marea nera sugli schermi dei tg

altSono passati 23 giorni dall’esplosione dell’impianto petrolifero Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. L’incidente ha causato la morte di 11 persone e generato un disastro ambientale vastissimo. I notiziari nazionali hanno iniziato a seguire la vicenda dal giorno in cui il greggio cominciava ad avanzare verso le coste della Louisiana. Le news sulla marea inquinante sono 189 (20 aprile-12 maggio) diffuse in circa 4 ore di tempo televisivo.

Gli aggiornamenti offerti ai telespettatori seguono fornendo i dati della quantità di petrolio fuoriuscita, l’organizzazione degli interventi per arginare l’espansione della marea nera, le previsioni di disastri dal punto di vista ambientale ed economico.

In questo quadro guida la classifica il Tg5 con 37 notizie che seguono la situazione e valutano anche i danni che subiranno gli abitanti delle zone investite dalla marea inquinante. Danni anche ambientali se si pensa alle numerose specie animali coinvolte nel disastro e che stanno poco a poco perdendo la vita, come illustra il Tg4 con 29 news.

Mentre si raccolgono gli appelli del ministro della Sicurezza Interna Janet Napolitano, del presidente Obama, che ha visitato la Louisiana per monitorare da vicino la situazione, giungono le prime dichiarazioni della British Petroleum, la multinazionale britannica responsabile del pozzo, che afferma che si prenderà carico del danno causato. Ma c’è chi solleva anche diatribe politiche, da una parte c’è chi accusa Obama di non essere intervenuto tanto tempestivamente quanto nel caso del terremoto di Haiti, dall’altro chi sostiene come la Bp non abbia comunicato in tempo i reali danni causati, facendo ritardare i soccorsi. Intanto la marea nera, a causa dei venti, si è propagata verso il delta del fiume Mississipi e nonché verso l’Alabama, la Florida e il Texas, veri paradisi naturali.

I tg ci informano che le tre falle che si sono generate sversano 5mila barili al giorno, ovvero 680 tonnellate di petrolio. Per arginare la perdita di greggio i primi interventi pensati sono stati degli incendi controllati che non sono riusciti a ridurre la perdita. Dopo gli incendi si è passati all’utilizzo di robot sottomarini e di cupole di cemento da installare a 1.500 metri in profondità. Anche questi tentativi sono, però, falliti. Sugli interventi sono accurati i servizi del Tg3, che fornisce 29 notizie. Il tg diretto da Bianca Berlinguer aggiunge alla cronaca dell’evento il parere di Vincenzo Artale, climatologo dell’Enea, che parla di un danno incalcolabile spiegando cosa accadrà al sistema marino, mentre il chimico Luciano Cagliati fa notare che le possibilità di contrastare la perdita di petrolio sono molto scarse.

I notiziari, in questo complesso panorama, commentano l’accaduto con esperti come accade nel TgLa7 che, tra le 27 notizie, dà spazio a Licia Colò sulle problematiche ambientali, e nel Tg1, con 26 news, in cui si intervista Nicola Montorsi, esperto di piattaforme petrolifere, che parla di errori commessi in fase di progettazione della piattaforma petrolifera. Errori di cui si sta iniziando a parlare in questi giorni, la causa della tragedia sarebbe attribuibile al mancato funzionamento di alcune valvole di sicurezza. Proprio in queste ore sta circolando anche il video sulla falla e di ultimo la richiesta del presidente Obama di approvare una tassa sul barile di petrolio per aumentare i fondi destinati alla sicurezza. In campo la Marina e l’Esercito per ripulire le coste e mettere riparo ad una catastrofe di gravità mondiale, come sentiamo ripetere sugli schermi del Tg2 e di Studio Aperto, che offrono 21 e 19 approfondimenti in merito.