Riflettori accesi sull’attentato ad Herat

altLa notizia dell’attentato ad un contingente dell'Isaf ad Herat, città dell’Afghanistan occidentale, irrompe nei telegiornali del 17 maggio. Tutti i notiziari hanno scelto come apertura questa notizia che, getta nello sconforto il morale delle truppe italiane stanziate in missione di pace all’estero.

Ancora una volta nella terra dei talebani, gli italiani pagano un prezzo alto per la perdita di vite umane. Nell’esplosione rimangono uccisi il sergente Massimiliano Ramadù di 33 anni di Velletri ed il caporalmaggiore Luigi Pascazio di 25 anni della provincia di Bari. Nell’agguato restano invece feriti, i caporali Cristina Buonacucina e Gianfranco Scirè.

Nel ranking dei personaggi televisivi dal 17 maggio al 20 maggio, su questa vicenda a prendere la parola troviamo il ministro della Difesa Ignazio La Russa. L’onorevole ottiene un tempo di parola di 11 minuti e 15 secondi, le sue dichiarazioni sono state rilanciate in tutte le edizioni meridiane e serali dei telegiornali. Nel comunicato alla Camera, il responsabile alla Difesa ha assicurato che sul territorio saranno stanziate ulteriori truppe e nuovi mezzi per garantire la stabilità democratica del Paese e la sicurezza dei connazionali. Dall’Afghanistan il portavoce contingente italiano Mario Renna, tra interviste e dichiarazioni durate quasi 8 minuti, ha illustrato la dinamica dell’attacco che ha portato alla tragica morte dei due alpini.

Il capo ufficio pubblica informazione dello Stato maggiore Massimo Fogari invece, nei 5 minuti e 13 secondi con i microfoni accessi, ha descritto gli scenari aperti nella regione e del grande impegno profuso dai soldati per cercare di addestrare nel migliore dei modi possibili la polizia locale. Un ricordo di Pascazio e Ramadù non manca da parte di colui che conosceva i due militari, vale a dire il generale Francesco Paolo Figliuolo, al comando della brigata Taurinense nella caserma Monte Grappa di Torino. Figliuolo rivolge il suo pensiero ai parenti dei caduti e conferma l’avvio delle pratiche per l’accoglienza delle salme in Italia.

I funerali di Stato si sono svolti giorno 20 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, alla presenza dei familiari delle vittime, del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e di tutti i vertici militari e del Governo. La messa è stata ufficiata da monsignor Vincenzo Pelvi che nell’omelia, ricorda commosso l’impegno di questi ragazzi ed il sacrificio della loro vita per un’ideale di pace e giustizia.