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Vittime della passione nei Tg
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Conoscevano i loro carnefici, li avevano amati, avevano condiviso con loro momenti e speranze per poi accorgersi che qualcosa non andava. Una consapevolezza che forse le ha spinte a fuggire da quei rapporti malati, a troncare l’origine di tante sofferenze e le ha portate ad essere vittime della passione.
Sono tante, troppe, le donne uccise da ex fidanzati o ex mariti che non si rassegnavano alla fine di un amore. Dieci casi in meno di un mese. L’ultimo, in ordine di tempo, in provincia di Roma, dove una donna è finita in prognosi riservata perché il suo ex compagno e padre dei suoi due figli l’ha cosparsa di benzina e le ha dato fuoco. Un gesto estremo che è seguito a una lunga catena di omicidi, alcuni dei quali conclusi con il suicidio dell'aggressore. Le storie delle vittime hanno riempito le pagine dei giornali e sconvolto l’opinione pubblica. Tutte vicende che hanno avuto largo spazio anche sui telegiornali. Il cosiddetto delitto a sfondo passionale seguito a un rifiuto, a una denuncia per stalking o a un abbandono ha avuto un trattamento ampio in tutte le edizioni nazionali.
Il primato del Tg che nell’ultimo mese ha destinato un tempo maggiore a questi fatti di nera spetta a Studio Aperto con quasi 40 minuti, seguito dal Tg5 con cinque minuti in meno di differenza. I due notiziari Mediaset non hanno trascurato la cronaca dei casi con la presenza di inviati pronti a fornire ogni dettaglio, a raccogliere le voci di testimoni e conoscenti della vittima o dell’aggressore, a riepilogare tutte le vicende simili per modalità e movente. Il Tg di Italia 1 in particolare ha cercato di fare un ritratto delle vittime leggendo pagine di diario o messaggi sulla pagina facebook. Ha scavato nella storia d’amore o nella personalità dell’assassino cercando di capire le radici del folle gesto.
Primo fra i telegiornali Rai a trattare l’argomento è stato il Tg1, con quasi 20 minuti. La somma dei minuti dei servizi dedicati dal Tg2 è di un quarto d’ora, mentre per il Tg3 si parla di 13 primi. I telegiornali del servizio pubblico sembra si siano limitati alle notizie, ai confronti tra i casi e alle interviste a eventuali testimoni.
Il Tg4 ha diviso i suoi 17 minuti tra la cronaca dei fatti, le riflessioni del direttore Emilio Fede e i pareri di medici e psicologi. Tra le domande di Fede agli esperti, quella più ricorrente riguarda la possibile connessione tra il caldo e il gesto. Questo tipo di delitti si verifica soprattutto in estate, ma per i criminologi è il periodo feriale ad incidere. Durante le vacanze, infatti, alcune solitudini possono emergere oppure determinati rapporti possono sbilanciarsi.
Chiude la classifica il Tg de La7 con 15 minuti tra notizie e approfondimenti, un tempo considerato adatto a spiegare i casi e l’evoluzione investigativa delle vicende.
I contesti degli omicidi che hanno destato una maggiore attenzione vanno da Torino a Cremona, passando dalla provincia di Novara, e poi da Mestre e a Foggia. Si tratta spesso di delitti compiuti da persone insospettabili e incensurate. Per questo non si può fare a meno di riflettere su queste storie e sull’allarme sociale che lanciano.


